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Chirurgia e radioterapia sono trattamenti locali ma se il tumore è sistemico o disseminato l’unica possibilità a disposizione è la chemioterapia. Oggi i farmaci a disposizone sono migliorati soprattutto dal punto di vista degli effetti collaterali che notiamo in un 25% di soggetti.

Abbiamo a disposiozne anche molti farmaci efficaci nel controllo degli effetti avversi per cui la qualità di vita è garantita. Anche in campo oncologico-veterinario adesso sono disponibili nuovi farmaci “intelligenti” o a bersaglio molecolare, in grado colpire precisi targets della cellula neoplastica risparmiando il più possibile i tessuti sani.

La diagnostica citopatologica rappresenta uno degli esami cardine in oncologia. Il campionamento è di facile esecuzione e la lettura del vetrino permette in tempi rapidi di differenziare il processo patologico in corso (neoplasia vs infiammazione) e spesso permette di differenziare la tipologia tumorale ed il suo comportamento biologico.

Spesso è la chirurgia a fare la differenza in termini terapeutici ma la chirurgia oncologica DEVE rispettare dei criteri molto importanti senza i quali i risvolti potrebbero essere drammatici. Prima di arrivare alla chirurgia il paziente deve essere perfettamente stadiato e l’intervento deve essere pianificato. In altre parole il concetto “apriamo e vediamo quello che toviamo” è arcaico! Oggi il chirurgo prima di andare in sala operatoria deve sapere già tutto ciò che dovrà fare e ciò che si troverà ad affrontare.

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