Il linfoma rappresenta un vasto gruppo di malattie neoplastiche dei linfociti. Le cellule neoplastiche vanno incontro ad espansione clonale e mantengono caratteri morfologici ed immunofenotipici distintivi. Tra i tumori maligni, è uno dei più comuni nel cane e, sempre in questa specie, è la neoplasia emopoietica più rappresentativa (83%). Vengono colpiti principalmente cani di mezza età (6-9 anni) e tra le razze predisposte vi sono: boxer, scottish terrier, bassethound, airedale, chow-chow, pastore tedesco, barboncino, San Bernardo, bulldog, beagle e golden retriever.

 

La localizzazione anatomica più comune è quella multicentrica (84%), seguita da quella alimentare (7%), extranodale (< 7%) e mediastinica (< 2%). La forma mediastinica coinvolge i linfonodi mediastinici craniali e/o il timo. Segni clinici associati a questa forma sono: dispnea, tosse, rigurgito, intolleranza all’esercizio e disfagia. La compressione della vena cava può determinare edema cervicale e facciale. Circa il 40% dei cani con linfoma mediastinico presentano ipercalcemia maligna paraneoplastica. Di solito, il linfoma mediastinico è associato ad un fenotipo T cellulare. 

 

CASO CLINICO

  • Segnalamento: Zak, cane da pastore tedesco maschio di 5 anni.
  • Anamnesi: debolezza, tremori improvvisi da un paio di giorni, facile affaticabilità, perdita di peso e di appetito, poliuria/polidipsia da circa due settimane.
  • Esame fisico: astenia, debolezza, atrofia del treno posteriore e spasmi improvvisi.
  • Emato-biochimica: ipercalcemia con valori di 18,0 mg/dl (8,0-12,0 mg/dl) ed ipercreatininemia.
  • Esame delle urine: peso specifico ipostenurico.
  • Imaging: evidenza di una massa di grandi dimensioni nel mediastino craniale con dislocazione dorsale della trachea.

Si procede ad eseguire una biopsia ad ago sottile eco-guidata per successivi esami citologici. Il campione è rappresentativo e suggestivo di linfoma.  Viene improntata immediatamente una terapia per stabilizzare l’ipercalcemia a base di fluidoterapia (NaCl 0,9%) per via endovenosa in quantità pari a 40 ml/kg/die ed iniziato un protocollo chemioterapico multifarmacologico (COPLA) comprensivo di una fase di induzione e di una di  mantenimento. Dopo circa dieci giorni vengono ripetuti gli esami del sangue che evidenziano un rientro di tutti i valori precedentemente alterati  negli intervalli di riferimento. L’esame radiografico mostra una remissione totale della massa mediastinica e le condizioni cliniche dell’animale migliorano rapidamente.

 

La prima recidiva si ha a due anni dalla diagnosi ed il cane viene reinserito sotto regime chemioterapico, si decide di cambiare protocollo e viene utilizzato il MOPP a base di mecloretamina, vincristina, prednisone e procarbazina. L’animale ottiene una remissione totale ma di breve durata (2 mesi) andando incontro ad una seconda recidiva. Causa mancata risposta a trattamenti successivi, i proprietari hanno acconsentito all’eutanasia.

 

 

DISCUSSIONE

L’approccio terapeutico al paziente affetto da linfoma viene determinato sulla base dello stadio e del sottostadio della malattia, presenza di sindromi paraneoplastiche e possibilità economiche dei proprietari. Senza trattamento la maggior parte dei cani muore entro 4-6 settimane dalla diagnosi.Il linfoma è una neoplasia molto responsiva alla chemioterapia e circa il 60%-90% dei cani ottengono una remissione completa con un tempo di sopravvivenza mediano di 9-12 mesi. Il caso clinico presentato può essere considerato un successo poiché il cane partiva già con dei fattori prognostici negativi (crisi ipercalcemica e sintomatologia clinica) ma, nonostante ciò, è vissuto due anni e cinque mesi dalla diagnosi.